Il Psg vieta gli smartphone tra i giovani calciatori (e li sostituisce con la musica)
- 31 Agosto 2026
- Giovani
La stretta su smartphone e social media tra i minori esce dalle aule scolastiche ed entra nei centri sportivi. Al Campus Psg di Poissy, il centro di formazione ultramoderno del Paris Saint-Germain, la dirigenza ha deciso di dichiarare guerra alla dipendenza digitale istituendo l’operazione “digital detox” per circa 140-150 giovani calciatori e calciatrici tra gli 11 e i 15 anni (la fascia della préformation).
Il provvedimento impone la confisca degli smartphone, che rimangono chiusi in apposite valigette blindate custodite dallo staff per 23 ore al giorno, concedendo ai ragazzi una sola finestra serale di 60 minuti (dalle 19.30 alle 20.30) e a una condizione precisa: che la propria stanza sia in perfetto ordine. Il blocco non si limita alla vita quotidiana in accademia (dalla domenica sera al venerdì), ma prosegue anche nei weekend e durante le trasferte ufficiali.
Musica al posto dello smartphone
Mens sana in corpore sano, scriveva Giovenale, ma a Parigi sono convinti anche del contrario: per essere atleti professionisti serve mantere in buona salute il cervello. Per questo, al posto delle ore passate a scorrere feed e video sui social in modo compulsivo, il centro sportivo ha introdotto attività alternative come corsi di musica, pianoforte, studio e momenti di socializzazione diretta, mirati a ricostruire la capacità di attenzione e la coesione di gruppo.
Gli effetti di questo approccio saranno costantemente monitorati da equipe mediche e psicologi per aiutare i ragazzi a riconnettersi con la vita vera.
La linea del Psg: la tutela dell’atleta e della persona
La decisione del club parigino punta a contrastare gli effetti negativi di un consumo iperconnesso su sonno, recupero fisico, interazione umana e capacità di concentrazione. Mehdi Rahoui, direttore dell’educazione e del settore extra-sportivo del Paris Saint-Germain, ha spiegato il senso della misura: “Questa decisione può sembrare severa, ma se guardiamo ai danni che la dipendenza dal telefono può provocare nei giovani, e in particolare negli atleti di alto livello, riteniamo che sia profondamente benefica”.
Rahoui ha aggiunto: “la nostra politica educativa deve poter viaggiare con la squadra: per questo la famosa valigetta con i telefoni salirà con loro anche sull’aereo durante le trasferte”.
Il quadro globale: tra divieti a scuola, norme bocciate e il modello Australia
L’iniziativa del Psg si inserisce in un contesto politico e istituzionale in rapida evoluzione in Francia e a livello internazionale:
- La situazione in Francia: a partire dall’anno scolastico 2026/2027 entra in vigore l’estensione del divieto di uso dello smartphone nei licei pubblici (15-18 anni), completando la misura già attiva dal 2018 per asili, scuole elementari e medie (collèges). Tuttavia, la parallela legge approvata dal Parlamento francese che mirava a vietare in modo assoluto l’accesso ai social network ai minori di 15 anni è stata censurata e bloccata a metà agosto dal Conseil constitutionnel (la Corte costituzionale francese) per violazione della libertà di comunicazione e di espressione.
- Il modello Australia (extra-Ue): l’Australia rappresenta il primo e più avanzato caso al mondo di diveto social con l’approvazione dell’Online Safety Amendment (Social Media Minimum Age) Act, che impone alle piattaforme digitali (tra cui TikTok, Instagram, Snapchat, X, YouTube, Reddit e Twitch) il divieto di accesso per i minori di 16 anni, senza possibilità di deroga da parte del consenso genitoriale e con pesanti sanzioni a carico delle big tech in caso di inottemperanza;
- Il dibattito negli altri Paesi Ue: diversi Paesi Ue hanno avviato discussioni e proposte legislative per elevare l’età minima di accesso ai social media a 15 o 16 anni, scontrandosi però con questioni tecniche di verifica dell’età (age verification) e limiti di compatibilità con i trattati comunitari. A giugno l’allora premier britannico Keir Starmer ha annunciato il divieto social per gli under 16 in Uk. La misura dovrebbe entrare in vigore nella primavera 2027.
I danni dei social e degli schermi sui minori secondo l’Oms
Le scelte restrittive rispondono a evidenze epidemiologiche sempre più allarmanti. I report dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e i dati dell’iniziativa europea Better Internet for Kids delineano un quadro critico:
- Uso problematico in aumento: nella Regione europea dell’Oms, circa l’11% degli adolescenti presenta un uso problematico dei social media, caratterizzato da sintomi assimilabili alla dipendenza, perdita di controllo e interferenza con il rendimento scolastico e le relazioni offline;
- Salute mentale e sonno: l’esposizione prolungata e serale agli schermi altera i ritmi circadiani, sopprime la secrezione di melatonina e si associa a una maggiore incidenza di disturbi depressivi, ansia sociale, isolamento e dismorfofobia legata al confronto continuo con standard estetici irrealistici;
- Ripercussioni cognitive: l’iperstimolazione da notifiche continue e formati video brevi riduce la soglia di attenzione prolungata, la memoria di lavoro e la capacità di gestire la frustrazione, fattori determinanti tanto nell’apprendimento scolastico quanto nella crescita agonistica.
Tutti motivi ben noti a Parigi e al Psg, che potrebbe aver inaugurato una fase in cui il privato vieta i social senza aspettare che il divieto arrivi dalla politica.


