Fecondazione, la raccolta firme “Pma per tutte” supera quota 50.000 firme
- 29 Ottobre 2026
- Fertilità
Ha superato le 50mila firme tra online e cartacee e si appresta ad essere depositata in Parlamento. Parliamo della proposta di legge di iniziativa popolare “Pma per tutte”, promossa dall’Associazione Luca Coscioni, che chiede di estendere l’accesso alla procreazione medicalmente assistita (Pma) a tutte, anche a coppie composte da donne e single.
La raccolta, avviata lo scorso 11 giugno, ha superato il numero di firme necessario attraverso una mobilitazione nazionale, che ha coinvolto oltre 50 associazioni, con videoappelli, oltre 2 milioni di visualizzazioni e 65 iniziative, tra tavoli di raccolta firme ed eventi, in 30 città italiane, grazie a più di 800 volontari.
Cosa prevede la proposta di legge “Pma per tutte”
La proposta di legge si basa sulla critica all’articolo 5 della Legge 40/2004, che limita l’accesso alla Pma in Italia, escludendo donne single, coppie di donne e altre persone che non rientrano nelle condizioni previste dalla normativa. Secondo i promotori, questa esclusione rappresenta una discriminazione basata sullo stato civile e sull’orientamento sessuale, che costringe molte persone a recarsi all’estero per realizzare il proprio progetto genitoriale.
Negli anni, diverse sentenze della Corte costituzionale hanno progressivamente modificato gli aspetti più restrittivi della Legge 40:
- 2009 (sentenza n. 151): eliminato il limite dei tre embrioni e consentita la crioconservazione quando necessaria.
- 2014 (sentenza n. 162): autorizzata la fecondazione eterologa.
- 2015 (sentenza n. 96): accesso alla Pma e alla diagnosi genetica preimpianto per coppie fertili portatrici di gravi malattie genetiche.
- 2025 (sentenza n. 68): riconoscimento alla nascita di entrambe le madri nei progetti genitoriali condivisi tra due donne.
- 2025 (sentenza n. 69): affermazione dell’assenza di ostacoli costituzionali all’estensione della Pma a donne single e coppie di donne.
Secondo l’Associazione Luca Coscioni, questi cambiamenti dimostrano che la legge è già stata corretta più volte per rimuovere discriminazioni, ma resta ancora irrisolto il divieto di accesso alla Pma per donne single e coppie di donne. L’obiettivo della campagna è garantire uguaglianza, dignità e libertà riproduttiva, rendendo la Pma accessibile a tutte le donne senza discriminazioni.
Il successo della campagna
“Oltre cinquantamila persone hanno scelto di agire per un diritto che oggi molte donne sono costrette a esercitare all’estero – ha spiegato Francesca Re, coordinatrice della campagna – continuiamo a raccogliere firme e a partecipare alla mobilitazione nelle città italiane in programma fino al 31 ottobre, e poi porteremo questa proposta in Parlamento”.
“Cinquantamila firme sono cinquantamila persone che hanno scelto di non aspettare più – ha dichiarato Filomena Gallo, avvocata e segretaria nazionale dell’associazione – la storia della legge 40 dimostra che i diritti sono avanzati grazie a chi ha avuto il coraggio di rivolgersi ai tribunali e alla Corte costituzionale. Ora chiediamo al Parlamento di fare la propria parte. Dopo il deposito, dovrà confrontarsi con questa proposta, discuterla e pronunciarsi nel merito. L’iniziativa legislativa popolare è un diritto costituzionale, non una formalità da archiviare. Continueremo a mobilitarci anche dopo il deposito, perché questa battaglia riguarda la libertà di scelta, l’uguaglianza e la qualità della nostra democrazia. Cinquantamila persone hanno già fatto la propria parte. Vogliamo che il Parlamento faccia la sua parte: discuta la proposta e si assuma la responsabilità di decidere. Perché i diritti non possono restare in attesa della politica.”.
Il risultato è stato raggiunto grazie a un’azione sui social, ai videoappelli delle mamme single e delle coppie di mamme, alla partecipazione di figlie e figli nati da famiglie monoparentali o omoaffettive, alle mobilitazioni nelle piazze e agli eventi organizzati in tutta Italia.
La campagna proseguirà fino al dibattito parlamentare. Nei prossimi giorni verrà comunicata la data del deposito della proposta in Parlamento.

