“Ho vissuto come una novantenne italiana: ecco com’è cambiato il mio corpo”: la storia di Rosie
- 25 Settembre 2026
- Popolazione Trend
“Ho vissuto come una novantenne italiana e il mio corpo è cambiato”. Inizia con questa riflessione il racconto di Rosie Taylor, giornalista britannica di 39 anni, che ha deciso di trasformare un mese di vacanza in famiglia in un esperimento sulla propria salute. Condizionata da un lavoro sedentario alla scrivania, affaticamento e dolori articolari frequenti, la corrispondente del Telegraph si è trasferita per quattro settimane con il marito e il figlio di sei anni in un piccolo borgo montano della Liguria.
Spinta dalla curiosità verso una regione che vanta la più alta concentrazione di novantenni in Italia, Rosie voleva verificare se lo stile di vita ligure potesse davvero rigenerare l’organismo. Prima di partire si è sottoposta a un check-up completo presso una clinica privata di Londra insieme al dottor David Weinstein. I suoi parametri rientravano nella norma per l’età, ma la scarsa forma fisica rischiava di compromettere la sua longevità futura.
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La vita nel borgo ligure
Ad attenderla nel borgo italiano, situato a oltre 450 metri d’altitudine, c’era però una realtà quotidiana distante dai ritmi urbani. Il borgo si è rivelato un intrico di vicoli stretti, ripide scalinate in pietra e strade acciottolate del tutto inaccessibili alle auto. Senza frequentare palestre o seguire allenamenti programmati, la semplice routine quotidiana la costringeva a muoversi in modo continuo. Tra le passeggiate per fare la spesa e i bagni nel fiume del paese per rinfrescarsi, Rosie ha percorso ogni giorno circa 8.000 passi e l’equivalente di 40 piani di scale, guadagnando rapidamente resistenza fisica.
Alla mobilità naturale si è unita una profonda trasformazione alimentare. Lontana dai pasti pronti del supermercato, la dieta si è basata su ingredienti freschi e di stagione. “Persino la pizza è fatta a mano con ingredienti locali – ha scritto Rosie -. Abbiamo sostituito il burro con l’olio d’oliva, raccolto more e mangiato fichi appena colti dall’albero, scaldati dal sole. Qui, un semplice piatto di spaghetti con pomodori freschi, zucchine e olio d’oliva è delizioso e nutriente. Nel Regno Unito avrebbe un sapore insipido – ha aggiunto -, dato che i prodotti dei nostri supermercati vengono spesso spediti in contenitori refrigerati o fatti maturare artificialmente, riducendone il valore nutrizionale”.
Fondamentale, inoltre, si è rivelato anche lo spirito di comunità. Accolta dai vicini, la famiglia ha partecipato a cene di quartiere sotto le viti e a concerti in piazza. Le anziane del paese, tra cui l’ottantasettenne Silvia – “che scala le salite senza bastone ed è soprannominata la campionessa” -, le hanno mostrato come l’invecchiamento sia vissuto con orgoglio, proteggendo gli abitanti dall’isolamento sociale.
Al rientro a Londra, i test medici hanno confermato i benefici riscontrati sul campo. In quattro settimane la giornalista ha perso quasi due kg, ridotto la circonferenza della vita e migliorato l’indice di massa corporea. La sua resistenza cardiorespiratoria è migliorata al punto da consentirle di affrontare le salite di Londra conversando al telefono senza affanno, mentre i dati ematici hanno mostrato un aumento del colesterolo “buono” l’Hdl favorito dai grassi sani dell’olio d’oliva.
Le conferme scientifiche
A spiegare tale successo corre in soccorso la scienza. Come ha spiegato la stessa Rosie, “l’Italia ospita la popolazione più anziana d’Europa e una nuova ricerca dell’Università di Salerno ha dimostrato che la Liguria è tra le regioni con la più alta percentuale di persone che vivono fino a 90 anni, superando la Sardegna, la cosiddetta ‘Zona Blu’”. E in effetti, uno studio accademico realizzato dai ricercatori dell’Università degli Studi di Salerno del Dipartimento di Medicina, Chirurgia e Odontoiatria “Scuola Medica Salernitana” e pubblicato sulla rivista scientifica Nutrients, ha analizzando l’evoluzione demografica ed epidemiologica delle venti regioni italiane dal 1982 al 2025, confermando che la Liguria detiene il primato nazionale per l’Indice di Longevità, con il 7,23% degli over 65 che supera i novant’anni.
Allo stesso tempo, l’indagine ha messo in luce un altro straordinario centro di longevità proprio nel territorio salernitano: l’area del Cilento rappresenta un “hotspot” nel Sud Italia. Lo studio dell’ateneo di Salerno ha dimostrato che la chiave per raggiungere età avanzate in salute risiede nella protezione dalle malattie croniche non trasmissibili, in particolare il diabete mellito e le patologie cerebrovascolari. I dati scientifici evidenziano una fortissima correlazione tra la longevità estrema, il consumo quotidiano di verdure fresche e la bassa prevalenza di obesità.
Proprio come sperimentato da Rosie Taylor, la ricerca salernitana conferma che l’ambiente, la dieta mediterranea autentica e il movimento spontaneo agiscono come una vera e propria medicina preventiva, capace di allungare gli anni vissuti in piena efficienza e benessere.


