Cittadinanza alla nascita, nuovo stop a Trump: giudice blocca la stretta
- 3 Settembre 2026
- Mondo
Un altro giudice federale ferma Donald Trump sulla cittadinanza alla nascita. La giudice distrettuale Deborah Boardman, nel Maryland, ha sospeso in via preliminare l’ordine esecutivo firmato dal presidente il 6 agosto per restringere l’accesso automatico alla cittadinanza americana, questa volta intervenendo sui casi che la Casa Bianca riconduce al cosiddetto “turismo delle nascite”.
Boardman ha definito il provvedimento “quasi certamente incostituzionale” e ha richiamato il principio già ribadito dalla Corte Suprema: i bambini che rientrano nella categoria tutelata sono cittadini americani fin dalla nascita.
Perché Trump insiste sullo ius soli
Non è il primo tentativo del presidente di restringere uno dei cardini del sistema di cittadinanza statunitense. In precedenza Trump aveva cercato di escludere dalla cittadinanza automatica i figli di persone presenti illegalmente negli Stati Uniti o con visti temporanei. Anche quel provvedimento era stato bloccato dai tribunali e, a luglio, la Corte Suprema aveva confermato la tutela prevista dal XIV Emendamento.
Negli Stati Uniti, infatti, chi nasce sul territorio nazionale acquisisce in linea generale la cittadinanza, con eccezioni molto limitate. È un modello di ius soli molto più ampio rispetto a quello adottato nella maggior parte dei Paesi europei, Italia compresa, dove la cittadinanza resta legata soprattutto alla discendenza.
Il nuovo ordine di agosto prova a restringere il campo da un’altra direzione, concentrandosi su chi entra negli Stati Uniti con un visto turistico e viene accusato dall’amministrazione di farlo principalmente per partorire nel Paese.
La battaglia sulla cittadinanza si inserisce nella più ampia stretta migratoria del secondo mandato di Trump, che comprende espulsioni, revoca di protezioni temporanee e nuove restrizioni agli ingressi. Negli ultimi mesi il presidente ha legato più volte immigrazione e identità nazionale, con una retorica che accompagna le misure adottate dalla Casa Bianca.
Il nuovo stop del tribunale del Maryland lascia però ancora una volta intatto il principio costituzionale: nascere negli Stati Uniti continua, salvo poche eccezioni, a significare nascere cittadini americani.


