Carta Dedicata a te 2026: cos’è e chi riceve i 500 euro (per due anni)
- 29 Giugno 2026
- Welfare
Cinquecento euro l’anno per comprare beni alimentari di prima necessità. È questa la misura al centro della carta Dedicata a te 2026, la social card finanziata con 500 milioni di euro annui per il biennio 2026–2027, ora formalmente rinnovata dopo la firma del decreto del ministero dell’Agricoltura, insieme al ministero del Lavoro e a quello dell’Economia. Il primo pagamento arriverà a ottobre 2026, il secondo ad aprile 2027.
Lo strumento esiste dal 2023 e negli anni ha raggiunto centinaia di migliaia di famiglie a basso reddito. Il modo in cui è disegnato racconta qualcosa di preciso sulla struttura della povertà in Italia e sulle scelte politiche fatte per affrontarla.
Chi riceve la carta e chi resta fuori
Per ricevere la card, non serve fare domanda. I beneficiari vengono selezionati automaticamente dall’Inps sulla base dei dati già disponibili negli archivi pubblici. Il requisito centrale è un Isee valido inferiore a 15.000 euro, ma non basta: è necessario non aver ricevuto nessun altro sostegno pubblico contro la povertà o la disoccupazione.
Se uno dei componenti della famiglia percepisce l’Assegno di inclusione, la Naspi, la Dis-Coll, la cassa integrazione o qualsiasi altra forma di aiuto economico statale, regionale o comunale, il nucleo è automaticamente escluso dalla carta Dedicata a Te.
La carta non raggiunge chi è già agganciato ai circuiti del welfare, ma neppure chi è del tutto fuori da quei circuiti per ragioni diverse dalla povertà. Raggiunge una fascia specifica, composta da famiglie con redditi bassi che non hanno avuto accesso ad altri strumenti.
Questa categoria, nei dati demografici italiani, corrisponde spesso a nuclei giovani con figli, lavoratori a basso reddito non coperti dagli ammortizzatori sociali, o famiglie in cui nessun componente ha un contratto di lavoro formale.
La priorità alle famiglie numerose: una scelta demografica
I 500 milioni stanziati non bastano per coprire tutta la platea che teoricamente rispetterebbe i requisiti. Per questo esistono criteri aggiuntivi di priorità, che seguono un ordine preciso di natura demografica:
- nuclei familiari composti con almeno tre componenti, di cui almeno uno nato entro il 31 dicembre 2012;
- nuclei familiari composti con almeno tre componenti, di cui almeno uno nato entro il 31 dicembre 2008;
- nuclei familiari composti da non meno di tre componenti.
A parità di requisiti, verrà data priorità alle famiglie con l’Isee più basso.
Per i nuclei composti da una o due persone, anche se rispettano il limite Isee, le probabilità di ricevere la carta sono molto basse.
500 euro: quando arrivano e come si usano
La prima erogazione da 500 euro è prevista a ottobre 2026. La seconda ad aprile 2027, con un importo che dipenderà dalle risorse rimaste dalla prima erogazione e che potrebbe risultare più alto. Chi riceve la carta ha però dei vincoli temporali precisi: il primo utilizzo deve avvenire entro il 16 dicembre 2026, il secondo entro il 31 agosto 2027. Tutti i fondi devono essere esauriti entro il 10 ottobre 2027: eventuali somme in eccesso vengono rimosse dalla carta.
L’uso è vincolato all’acquisto di beni alimentari di prima necessità, secondo un elenco stilato dal ministero dell’Agricoltura, che include anche prodotti a denominazione di origine protetta (Dop) e a indicazione geografica protetta (Igp).
L’erogazione automatica della carta Dedicata a te abbatte le barriere di accesso per chi non ha familiarità con le pratiche burocratiche e con il digitale.
Chiaramente, cinquecento euro all’anno — poco più di 40 euro al mese — coprono una parte marginale del fabbisogno alimentare di una famiglia. Secondo i dati Istat sulla povertà assoluta, una famiglia di tre persone in area metropolitana ha una soglia di povertà alimentare che supera abbondantemente quella cifra su base mensile. La misura non è pensata per essere sufficiente, ma come integrazione parziale.

