Maturità 2026, tutte le novità sull’esame: dalle prove alle materie
- 28 Gennaio 2026
- Giovani
Le date sono fissate, e ora anche le materie. A meno di cinque mesi dalla prima prova scritta, in programma il 18 giugno, la Maturità entra nella sua fase operativa: con il decreto n. 13 del 29 gennaio 2026, firmato dal Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, sono state ufficializzate le discipline della seconda prova scritta e le quattro materie del colloquio orale. Si chiude così l’intervallo di attesa che ha concentrato, nelle ultime settimane, aspettative, strategie di studio e scelte organizzative delle scuole.
Quella che debutta a giugno è la prima Maturità costruita interamente secondo la riforma voluta dal ministro Giuseppe Valditara. Cambiano funzione, struttura e peso delle prove. L’esame torna a essere obbligatorio in ogni sua parte e assume un ruolo esplicito di orientamento, legando in modo più stretto valutazione scolastica, formazione scuola-lavoro e curriculum dello studente. Con l’elenco delle materie ora definito, il quadro dell’Esame di Stato 2026 è completo.
Cosa misura la nuova Maturità
La Maturità 2026 non si limita a certificare il livello di apprendimento raggiunto. La riforma le assegna una funzione orientativa dichiarata, pensata per accompagnare lo studente nelle scelte successive al diploma, dall’università ai percorsi negli ITS Academy fino all’ingresso diretto nel lavoro. L’esame diventa così uno snodo, non solo una verifica conclusiva, con l’obiettivo di restituire un profilo complessivo del percorso svolto.
In questo contesto acquista rilievo il Curriculum dello studente, che entra nel colloquio orale come elemento di riferimento. Il documento raccoglie il percorso di studi, le certificazioni conseguite e le attività extrascolastiche; in una sezione distinta sono riportati anche gli esiti delle prove nazionali. Dopo il parere del Garante per la protezione dei dati personali, la commissione potrà consultare prima dell’esame solo le prime tre parti. La sezione sulle prove Invalsi sarà disponibile allo studente solo dopo il conseguimento del diploma, tramite l’E-Portfolio della Piattaforma Unica, e potrà essere allegata a discrezione del diplomato.
La funzione orientativa si rafforza anche attraverso la formazione scuola-lavoro, nuova denominazione dei percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento. Il cambio di etichetta segnala una scelta precisa: evidenziare il legame strutturale tra istruzione e sistema produttivo, superando l’idea di esperienze accessorie. Le attività svolte in questo ambito concorrono alla valutazione finale e incidono sul giudizio espresso nel colloquio.
Resta fermo l’obbligo di sostenere tutte le prove. L’esame è valido solo se il candidato partecipa regolarmente a ogni fase. La norma interviene dopo i casi di rifiuto volontario dell’orale registrati lo scorso anno e definisce un perimetro chiaro: non è più possibile selezionare le prove utili al raggiungimento della sufficienza. L’esame torna a essere un atto unitario.
Come è strutturato l’esame di maturità 2026
L’Esame di Maturità si svolge secondo la struttura definita dal d.lgs. 62/2017, come modificato dal d.l. 127/2025, convertito dalla l. 164/2025. È articolato in due prove scritte e in un colloquio orale.
La prima prova, comune a tutti gli indirizzi, è dedicata alla lingua italiana e si svolgerà dalle ore 8.30 del 18 giugno; verifica le competenze di comprensione, analisi e produzione scritta.
La seconda prova, fissata per venerdì 19 giugno, riguarda una disciplina caratterizzante il percorso di studi. Il decreto del 29 gennaio ha confermato, tra le altre, le seguenti materie:
- Latino al Liceo classico
- Matematica al Liceo scientifico (anche Scienze applicate e indirizzo sportivo)
- Lingua e cultura straniera 1 per il Liceo linguistico
- Scienze umane al Liceo delle Scienze umane (Diritto ed Economia politica nell’opzione Economico-sociale)
- Discipline progettuali caratteristiche dei singoli indirizzi per il Liceo artistico
- Teoria, analisi e composizione per il Liceo musicale
- Tecniche della danza per il Liceo coreutico
- Economia aziendale per gli Istituti tecnici del Settore economico – indirizzo Amministrazione, finanza e marketing (anche nelle articolazioni “Relazioni internazionali per il marketing” e “Sistemi informativi aziendali”)
- Discipline turistiche e aziendali per l’indirizzo “Turismo”;
- Progettazione, costruzioni e impianti per l’indirizzo “Costruzioni, Ambiente e Territorio”; nell’indirizzo “Informatica e telecomunicazioni”, Sistemi e reti sia per l’articolazione “Informatica” che per l’articolazione “Telecomunicazioni”
- Produzioni vegetali per le articolazioni “Produzioni e trasformazioni” e “Gestione dell’ambiente e del territorio” degli Istituti agrari (Viticoltura e difesa della vite per l’articolazione “Viticoltura ed enologia”)
Per alcuni percorsi del secondo ciclo, in particolare nell’istruzione professionale e negli ordinamenti speciali (sezioni EsaBac, EsaBac techno, sezioni con opzione internazionale, scuole della Regione autonoma Valle d’Aosta, della Provincia autonoma di Bolzano e scuole con lingua d’insegnamento slovena del Friuli-Venezia Giulia), è prevista anche una terza prova scritta, con modalità definite caso per caso dal decreto ministeriale (prove pratiche, tecnico-operative o integrate).
Il colloquio orale rappresenta l’elemento di maggiore discontinuità della Maturità 2026. È incentrato su quattro discipline, individuate annualmente con decreto; per il primo anno di applicazione rientrano tra queste anche le materie oggetto delle prove scritte.
Scompare la discussione del documento iniziale. Come ha spiegato il ministro Valditara, l’obiettivo è superare collegamenti interdisciplinari forzati e casuali, puntando invece su una valutazione disciplinare solida, capace di misurare conoscenze, competenze, autonomia e responsabilità dello studente.
Nel corso del colloquio vengono accertati:
- il conseguimento del profilo educativo, culturale e professionale;
- la capacità di utilizzare e raccordare le conoscenze acquisite;
- l’abilità argomentativa critica e personale;
- il grado di maturità e responsabilità raggiunto.
La prova orale valorizza anche azioni particolarmente meritevoli, sportive, culturali o civiche, desumibili dal Curriculum dello studente. Il candidato espone inoltre le esperienze svolte nell’ambito della formazione scuola-lavoro e le competenze maturate in Educazione civica.
Nel caso in cui il candidato interno riporti una valutazione del comportamento pari a sei decimi, il colloquio prevede anche la trattazione di un elaborato critico di cittadinanza attiva e solidale, assegnato dal Consiglio di classe. Il voto di condotta incide sull’assegnazione del credito scolastico.
L’elenco completo delle discipline della seconda prova scritta e delle quattro materie del colloquio orale è disponibile tramite un apposito motore di ricerca, consultabile anche dagli studenti nell’area riservata della Piattaforma Unica del Ministero.
Commissioni d’esame e valutazione: cosa cambia
La riforma interviene anche sull’organizzazione delle commissioni d’esame. Ogni commissione opera su due classi ed è composta da cinque membri: un presidente esterno, due commissari esterni e due interni. La riduzione rispetto al passato risponde all’esigenza di semplificare il sistema e contenere i costi, accompagnata dall’introduzione di una formazione specifica per i commissari.
La struttura della valutazione resta ancorata al punteggio in centesimi, con un margine di integrazione ridotto. Per gli studenti che raggiungono almeno 90 punti complessivi tra credito scolastico e prove d’esame, la commissione può attribuire fino a tre punti aggiuntivi, ridimensionando il peso del cosiddetto bonus.
Sul piano operativo permangono criticità segnalate dai sindacati, in particolare sui compensi e sui carichi di lavoro. Il Ministero rivendica però una macchina più leggera come condizione per garantire sostenibilità e migliorare la qualità delle valutazioni.

