Basta compiti ‘a comparsa’ sul registro: Valditara riscopre il diario e spalma le verifiche
- 29 Settembre 2026
- Giovani
Compiti assegnati entro la fine delle lezioni, diario cartaceo accanto al registro elettronico e verifiche distribuite nell’arco della settimana. Con una nuova nota per l’anno scolastico 2026/2027, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara interviene su un problema diventato sempre più familiare a studenti e genitori: la scuola che continua a entrare in casa anche nel pomeriggio, in serata e nel fine settimana.
Il ministero riferisce di aver ricevuto segnalazioni su compiti caricati sul registro elettronico nel tardo pomeriggio o nelle ore serali, talvolta per il giorno successivo, e persino durante il weekend. Una pratica che costringe studenti e famiglie a controllare continuamente eventuali aggiornamenti e, scrive il Mim, a “riprogrammare la vita familiare e il tempo libero” per far fronte agli impegni scolastici.
Da qui l’indicazione: i compiti devono essere assegnati entro il termine dell’orario scolastico, evitando aggiunte successive. Il diario cartaceo affianca, così, il registro elettronico come strumento di organizzazione del lavoro scolastico.
La nota interviene anche sulle verifiche: docenti e Consigli di classe sono invitati a programmarle collegialmente per evitare che più prove si concentrino nella stessa giornata e distribuire meglio il carico di studio lungo la settimana.
Il diario torna, ma il tema è la disconnessione
Con il ritorno del diario cartaceo, il ministero prova a fissare un confine più netto tra tempo scolastico e tempo personale. La questione riguarda direttamente anche le famiglie. Il Moige parla di una misura che può ridurre “la pressione digitale su studenti e genitori, spesso costretti a un controllo ansioso degli aggiornamenti anche di sera”. Per il direttore generale Antonio Affinita, il banco di prova sarà l’applicazione concreta nelle scuole, anche attraverso i Patti educativi di corresponsabilità.
Il tema si inserisce in una scuola sempre più digitale. Secondo i risultati dell’indagine Ocse Pisa 2025, gli studenti italiani trascorrono in media due ore al giorno utilizzando dispositivi digitali a scuola per attività di apprendimento, contro 1,7 ore nella media Ocse. A queste si aggiungono 1,5 ore di utilizzo ricreativo durante la giornata scolastica, contro 1,1 nella media internazionale.
Il digitale non riguarda più soltanto tablet e registro elettronico. Il 47% degli studenti italiani usa chatbot di intelligenza artificiale per imparare almeno una volta alla settimana, in linea con la media Ocse del 46%. Il 39% li utilizza per fare ricerche preliminari su nuovi argomenti, il 36% per sintetizzare testi e il 30% per preparare bozze di compiti scritti.
Verifiche più distribuite, ma nessun tetto nazionale
L’altro fronte riguarda una situazione ben conosciuta soprattutto alle medie e alle superiori: più verifiche concentrate nello stesso giorno. Il ministero chiede che docenti e Consigli di classe pianifichino le prove in modo da evitarne la sovrapposizione e garantire una distribuzione più equilibrata nell’arco della settimana. L’obiettivo dichiarato è impedire che il carico di lavoro diventi “troppo condensato e gravoso”.
Sia ben chiaro, non viene introdotto un divieto assoluto di due verifiche nello stesso giorno e non cambia l’autonomia degli insegnanti. La nota indica, piuttosto, un principio organizzativo: più coordinamento tra i docenti della stessa classe. Il problema, infatti, non è solo ciò che accade in aula. Due o tre verifiche ravvicinate spostano la pressione sui pomeriggi precedenti, sommando studio, compiti ordinari e preparazione delle prove.
Su questo punto è intervenuta anche l’associazione studentesca Sbam, che ha accolto positivamente lo stop alle notifiche serali e la richiesta di evitare la sovrapposizione delle verifiche, sottolineando soprattutto la possibilità per gli studenti di organizzare il proprio lavoro “in modo autonomo e responsabile”.
Valditara, dal canto suo, non mette in discussione i compiti a casa. Li definisce “uno strumento importante per consolidare quanto appreso in classe, favorire la riflessione personale e sviluppare l’autonomia degli studenti”, ma chiede che siano assegnati “con equilibrio e con una corretta organizzazione dei tempi”.


