“Andate e riproducetevi tutti”, così Khamenei al popolo: cosa ha detto il leader dell’Iran
Dimenticate droni, missili e parate militari: la vera arma segreta per la grandezza dell’Iran si trova, a quanto pare, nelle culle. In un momento in cui la geopolitica mediorientale sembra un campo minato, il leader supremo Ayatollah Seyyed Mojtaba Hosseini Khamenei ha deciso di dare ai suoi sudditi una missione molto specifica: meno filosofia e molta più procreazione. In risposta a una lettera di attivisti che si occupano di demografia, il leader iraniano ha chiarito che il futuro della “nuova civiltà islamica” non passa solo dai trattati, ma da un massiccio aumento della natalità.
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La chiamata alle armi (e ai pannolini)
Mentre il mondo si interroga sulla sua salute e sulla sua reale presenza fisica – dato che, dopo la nomina a marzo a seguito della morte del padre, non è quasi mai apparso in pubblico – Mojtaba Khamenei ha scelto la penna (o meglio, un messaggio scritto su X) per scuotere la nazione. Il messaggio è arrivato in occasione della Giornata Nazionale della Popolazione, definendo la crescita demografica una “questione strategica vitale” per la crescita islamica.
Secondo il leader, l’emergere dell’Iran come una potenza influente è un risultato benedetto, ma per mantenere questo status da “pesi massimi” sulla scena mondiale, non si può prescindere dal numero di cittadini. In parole povere: se volete contare qualcosa nel mondo, dovete iniziare a fare più figli.
Khamenei ha lodato, inoltre, gli attivisti che promuovono la “cultura della procreazione”, esortandoli a non mollare il colpo, perché ogni nuovo nato è un passo avanti verso la grandezza imperiale.
By earnestly pursuing the correct, necessary policy of population growth, the great Iranian nation will be able to play a major role and experience strategic leaps in the future, taking long strides toward building the new Islamic-Iranian civilization.
— Ayatollah Mojtaba Khamenei (@MKhamenei_ir) May 19, 2026
I numeri della “crisi”
Ma perché tutta questa necessità di riempire le culle? I dati demografici di Teheran sono preoccupanti: l’Iran sta invecchiando, e lo sta facendo velocemente. La popolazione si aggira tra i 90,61 e i 92 milioni di abitanti. Se nel 1979, anno della Rivoluzione, il tasso di fertilità era di circa 6,5 figli per donna, oggi, quel numero è precipitato a un misero 1,35 – 1,7. Nel 2025, le nascite annuali sono scese per la prima volta sotto la soglia delle 900.000. L’aspettativa di vita è salita a 77,7 anni, il che, unito al calo delle nascite, sta creando un perfetto squilibrio demografico che peserà su pensioni e sanità.
I funzionari sanitari hanno lanciato l’allarme: se il trend continua, l’Iran si troverà con una forza lavoro decimata e una popolazione anziana in esplosione entro i prossimi vent’anni. La situazione è così sentita che già dal 2020 le cliniche statali hanno smesso di fornire contraccettivi o praticare vasectomie, cercando di “incoraggiare” la natura con la forza della legge.
Una leadership invisibile per una nazione in guerra
Mojtaba Khamenei ha assunto il potere dopo che suo padre, l’Ayatollah Seyyed Ali Khamenei, è stato ucciso durante quello che viene definito il conflitto della “Terza Difesa Sacra”, l’escalation bellica iniziata il 28 febbraio con pesanti bombardamenti che coinvolge anche Stati Uniti e Israele.
Si mormora che lo stesso Mojtaba sia rimasto ferito in quegli attacchi, il che spiegherebbe la sua latitanza dai palchi pubblici. Nonostante questa “invisibilità”, il nuovo Leader insiste che la forza dell’Iran risiede nella sua resilienza demografica. Per Khamenei, la crescita della popolazione non serve solo a rimediare agli errori delle politiche passate, ma è lo strumento necessario per compiere “balzi strategici” nel futuro.
In conclusione, il messaggio che arriva da Teheran è quasi un paradosso: mentre i porti sono sotto blocco navale con lo Stretto di Hormuz nel mirino internazionale e la tensione è alle stelle, la soluzione proposta non è tecnologica o diplomatica, ma squisitamente biologica. Per costruire la “nuova civiltà islamico-iraniana”, il regime non chiede più solo obbedienza, ma una vera e propria mobilitazione generale nelle camere da letto della nazione.

