“Pulite a casa”, le donne giapponesi smontano gli uomini che puliscono gli stadi
- 22 Giugno 2026
- Popolazione
A destra un tifoso giapponese sorridente sugli spalti, con un sacchetto della spazzatura in mano, pieno di rifiuti raccolti da uno degli stadi dei Mondiali 2026; in alto a sinistra lo stesso tifoso stravaccato sul divano, mentre la moglie lava i piatti. Al centro un invito chiaro: “Please do it at home”, “Per favore fatelo a casa”.
Con questo post, diventato virale nel giro di poche ore, le donne giapponesi hanno ridimensionato la bella immagine offerta dai connazionali maschi, che dopo Giappone-Olanda (2-2) hanno ripulito lo stadio, attirandosi il plauso dell’opinione pubblica e della Fifa.
日本人男性によるサッカー場でのゴミ拾いが注目されているようだが、日本人男性の家庭内労働時間は国際的にみても極めて低い水準。まず家の中のケア労働を分担してほしい。 https://t.co/lHY3adqPEC pic.twitter.com/otbuLTDOoT
— Atsuko TAMADA (@atsukotamada) June 16, 2026
“Probabilmente tra le persone che raccolgono la spazzatura c’è un uomo che ha un figlio piccolo a casa e ha lasciato che la moglie si occupi di lui per venire a vedere i Mondiali”, scrive uno degli utenti che ha ripubblicato il post che critica la cultura patriarcale ancora diffusa in Giappone. L’immagine replica i cartelli della metropolitana di Tokyo che suggeriscono l’etichetta da tenere sui mezzi pubblici, solo che questa volta a dire cosa bisogna fare sono le donne e il riferimento è la casa. I dati giustificano le critiche.
日本人男性によるサッカー場でのゴミ拾いが注目されているようだが、日本人男性の家庭内労働時間は国際的にみても極めて低い水準。まず家の中のケア労働を分担してほしい。 https://t.co/lHY3adqPEC pic.twitter.com/otbuLTDOoT
— Atsuko TAMADA (@atsukotamada) June 16, 2026
Divario di genere in Giappone
Secondo un rapporto del World Economic Forum del 2021 sul divario di genere, il Giappone è 120esimo su 156 paesi, ed è quello messo peggio fra i Paesi sviluppati.
Stando ai dati Ocse pubblicati nel 2021, le donne giapponesi dedicano alla cura della famiglia (lavori domestici, spesa, cura dei figli) un tempo più di quattro volte superiore rispetto a quello impiegato dagli uomini: in media, più di tre ore al giorno contro 47 minuti, uno dei divari più alti tra i Paesi membri.
Nello stesso anno un’indagine commissionata dal governo di Tokyo ha rilevato che, nelle famiglie con due redditi e figli di età inferiore ai sei anni, le donne dedicano più di sette ore al giorno alle faccende domestiche, mentre gli uomini meno di due ore.
La conseguenze sono note anche da questa parte dell’Oceano: le donne hanno meno ore per lavorare, e meno possibilità di fare carriera. Bisogna segnalare anche che è socialmente accettato che gli uomini giapponesi lavorino per molte ore, a volte, anche a discapito della propria salute.
L’immagine dei giapponesi nel mondo
I giapponesi sono noti per la loro abitudine di ripulire i luoghi dove sono stati (spesso anche gli spogliatoi dopo una partita di calcio). Già durante i Mondiali di calcio in Qatar e in Russia, erano diventati virali i video che mostravano i tifosi giapponesi ripulire gli stadi. Il post pubblicato dopo la partita d’esordio dei Mondiali 2026 sfata il mito della società perfetta da cui prendere sempre esempio, evidenziando un forte ancoraggio alla cultura patriarcale.
Società patriarcale, perché il Giappone è indietro
Alla base di queste profonde disuguaglianze permangono radicate ragioni culturali e sociali, strutturate principalmente nel corso del “miracolo economico” giapponese del dopoguerra.
In quel periodo, le politiche statali e aziendali incoraggiarono attivamente la rigida separazione dei ruoli attraverso un “contratto di genere” non scritto: da una parte il salaryman, il marito impiegato a tempo pieno che dedica in via esclusiva la propria esistenza alla produttività aziendale, dall’altra la sengyō shufu, la moglie casalinga responsabile del focolare e della crescita dei figli.
Questa rigida divisione spaziale e sociale del lavoro assegnava alle donne un doppio ruolo chiave per la ripresa economica: da un lato offrivano manodopera flessibile e a basso costo, dall’altro supportavano indirettamente il lavoro retribuito maschile facendosi carico interamente dell’assistenza familiare.
Tale retaggio culturale ha portato la società nipponica a considerare tuttora la cura della casa e della famiglia come una responsabilità quasi esclusivamente femminile, adeguando queste dinamiche con estrema lentezza rispetto ai progressi tecnologici ed economici del Paese.

