Sei a Milano e hai paura di tornare a casa? Nasce il servizio Custodae
- 04/04/2025
- Popolazione
I dati parlano chiaro: Milano è la città più pericolosa d’Italia, camminare di notte per le strade della capitale lombarda è ormai un rischio tangibile. Lo sa bene chi ci vive, resta perplesso chi vi si è trasferito pensando di trovare una città sicura. Tra questi c’è il leccese Flavio Perrone, a Milano da quindici anni, che ha ideato Custodae, un servizio che si offre di accompagnare le persone a casa in sicurezza.
“L’idea – spiega Perrone – mi è venuta l’estate scorsa: ero con amici, si parlava di organizzare una serata tra di noi quando una ragazza ha fatto presente che per lei rappresentava un problema non avere nessuno che la riaccompagnasse a casa a tarda ora. Una situazione che tocca tante persone, soprattutto donne, che spesso evitano di uscire per questo motivo. Allora ho pensato: perché non attivarsi affinché Milano possa essere vissuta da tutti, anche di sera e di notte?”.
Come funziona Custodae
Flavio Perrone è un ragazzo di trentacinque anni, ex carabiniere, fondatore e presidente di Custodae dove lui e altri quindici volontari si offrono di accompagnare a casa chi ne ha bisogno che sia a piedi, in auto o sui mezzi pubblici. “La nostra – spiega a Il Giorno – è un’organizzazione di volontariato no profit. Alle persone che usufruiscono del servizio chiediamo solo un rimborso spese, pochi euro per il carburante e l’assicurazione nel caso di spostamenti in auto, al momento ne abbiamo due a disposizione. È possibile anche essere accompagnati a piedi o sui mezzi pubblici. Fino al portone di casa o al proprio ingresso, in caso di necessità: insomma, finché la persona non si sente al sicuro”.
Custodae nasce da una profonda conoscenza di Milano, dove in una manciata di metri si può passare da una zona sicura e illuminata a un quartiere buio e pericoloso. L’accompagnamento a piedi, per esempio, può essere richiesto anche per i pochi minuti necessari per recarsi alla stazione della metro, alla fermata del bus o per attraversare aree poco illuminate della città.
Il servizio può essere richiesto sul sito di Custodae dalle 19 all’1 di notte in settimana e fino alle 3 o alle 4 del mattino durante i weekend. “Ci è capitato di esserci attivati all’alba, per accompagnare donne verso la stazione o gli aeroporti. Andiamo anche a prenderle, fino al binario, perché vogliamo garantire protezione e tranquillità: crediamo nel valore dell’altruismo. Ogni accompagnamento è un piccolo passo verso un ambiente urbano più sicuro e umano per tutti”, spiega ancora Perrone riportato da Il Giorno. Oltre a Milano, Custodae copre anche i comuni della prima cintura dell’hinterland meneghino.
Formazione e presenza
Tutti i volontari di Custodae vengono prima formati da un istruttore certificato e sono assicurati. Per essere riconoscibili indossano un giubbotto con il logo dell’organizzazione che rappresenta un occhio. A volte basta questo per allontanare il pericolo: “Generalmente basta la presenza per far sentire la persona protetta e scoraggiare eventuali malintenzionati”, spiega Perrone.
In un mese e mezzo, Custodae ha “accompagnato a casa una cinquantina di persone, quasi tutte donne”, che hanno prenotato il servizio non solo per rientrare a casa di notte ma anche per rientrare a casa dal lavoro o per prendere il treno la mattina molto presto.
Il precedente di Viola
A volte non serve neanche che quella presenza sia fisica, basta che ci sia qualcun altro, anche dall’altra parte dello schermo. Da questa consapevolezza è nata VIOLA, l’app che accompagna in videochiamata le persone che ne hanno bisogno. Il progetto è stato ideato dalla psicologa clinica Laura De Dilectis, vice presidente e creatrice di DonneXStrada nonché fondatrice e amministratrice delegata di “VIOLA”. Mentre Custodae si offre di accompagnare fisicamente le persone, VIOLA lo fa telematicamente il che rende possibile estendere il servizio nel tempo e nello spazio: l’app è attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7 ed è raggiungibile da chiunque ne abbia bisogno.
“Da quello che abbiamo visto e dai feedback che riceviamo – ha spiegato De Dilectis ai microfoni di Demografica – con il nostro lavoro riduciamo la sensazione di paura del 90%. Spesso è una questione di percezione: non deve accaderti per forza qualcosa quando sei da solo in strada, ma se succede? Non ci sorprende che anche molti uomini abbiano iniziato a chiamare, proprio perché le città sono percepite come più pericolose. Ed è qui che interveniamo noi”.
Per approfondire come funziona l’app VIOLA: “Paura di tornare a casa da sola? C’è VIOLA”, cos’è il servizio di videochiamata attivo h24
Quanto è pericolosa Milano?
Queste iniziative di volontariato dimostrano quanto sia avvertita la pericolosità nelle città italiane, ma quali sono quelle più pericolose?
L’anno scorso Milano si è confermata la città italiana con il più alto tasso di criminalità. Secondo i dati forniti dal Ministero dell’Interno e analizzati dal Sole 24 Ore nel 2024, il capoluogo lombardo ha registrato 7.093 denunce ogni 100.000 abitanti. I reati più comuni a Milano includono furti, rapine e truffe. Nel 2023, i furti sono stati particolarmente frequenti, con un aumento del 4,9% rispetto al periodo pre-pandemico (2019).
Il capoluogo lombardo non è l’unica città italiana con alti livelli di criminalità. Roma e Firenze seguono rispettivamente con 6.071 e 5.000 denunce ogni 100.000 abitanti. La concentrazione di reati nelle aree metropolitane è influenzata dalla presenza di visitatori, che spesso diventano bersaglio di reati predatori.
Le città italiane più pericolose
In base ai dati pubblicati nel 2024 (relativi al 2023) dal Ministero dell’Interno e analizzati dal Sole 24 Ore, la classifica delle città italiane con il più alto tasso di criminalità è la seguente:
- Milano: 7.100 denunce ogni 100.000 abitanti;
- Roma: 6.071 denunce ogni 100.000 abitanti;
- Firenze: 6.054 denunce ogni 100.000 abitanti;
- Rimini: 6.003 denunce ogni 100.000 abitanti;
- Torino: 5.685 denunce ogni 100.000 abitanti;
- Bologna: 5.539 denunce ogni 100.000 abitanti;
- Prato: 4.888 denunce ogni 100.000 abitanti;
- Imperia: 4.839 denunce ogni 100.000 abitanti;
- Venezia: 4.825 denunce ogni 100.000 abitanti;
- Livorno: 4.744 denunce ogni 100.000 abitanti