Fertilità, i peptidi sperimentali e la corsa contro l’orologio biologico: quali i rischi?
- 12 Ottobre 2026
- Fertilità
I peptidi possono essere una risorsa per la fertilità? A interrogarsi sul tema sono medici e specialisti, preoccupati per l’impiego di farmaci non approvati e dalle scarse evidenze scientifiche, come rivelato dal Wall Street Journal. Negli ultimi anni, infatti, le iniezioni di peptidi sperimentali sono diventate popolari per ridurre le infiammazioni, favorire la massa muscolare e contrastare i segni dell’invecchiamento. Tuttavia, in un momento storico in cui i tassi di natalità sono in crescita tra le donne sopra i 40 anni, sempre più pazienti e specialisti si rivolgono a queste sostanze come potenziale strumento per stimolare la fertilità. Quali i rischi?
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I rischi dei peptidi per aumentare la fertilità
A spiegare la dimensione del fenomeno al quotidiano statunitense è la dottoressa Aimee Eyvazzadeh, endocrinologa della fertilità attiva nella Bay Area di San Francisco, la quale ha stimato che circa il 30% delle sue pazienti assuma già peptidi al momento della prima visita in studio. Molte di queste donne hanno un’età compresa tra i 46 e i 50 anni e stanno affrontando cicli di fecondazione in vitro (Ivf); a questo punto del percorso, ha sottolineato la dottoressa, “si è spesso disposti a considerare trattamenti privi di efficacia provata dalla scienza”.
A peggiorare la situazione è il fenomeno della salute “fai-da-te”. L’accesso ai peptidi avviene sempre più frequentemente attraverso due canali principali. Il primo riguarda le cosiddette farmacie galeniche, strutture che preparano formulazioni personalizzate di farmaci privi di approvazione ufficiale da parte della Food and Drugs Administration, l’equivalente statunitense della nostra Agenzia italiana del farmaco. Ma in altre occasioni, il canale è un mercato grigio online con piattaforme web che vendono peptidi direttamente ai consumatori senza richiedere alcuna prescrizione medica.
I social media giocano un ruolo centrale nella diffusione di queste pratiche; su forum come Reddit, ad esempio, gli utenti si scambiano consigli ed esperienze personali sull’uso della kisspeptina (spesso abbreviata in “kiss”).
Quali i rischi?
A rendere il quadro ancora più complesso e rischioso vi sono i pericoli legati alla catena di approvvigionamento. Come rivelato da un’indagine condotta dalla giornalista Sara Ashley O’Brien insieme alla collega Patricia Kowsmann, alcune aziende cinesi precedentemente legate alla vendita di precursori del fentanyl stanno ora commercializzando peptidi contraffatti destinati al mercato americano.
L’inchiesta ha analizzato nel dettaglio diverse molecole comunemente impiegate o studiate nell’ambito della fertilità e della longevità:
- Sermorelina: un peptide che stimola la produzione dell’ormone della crescita. Sebbene non sia approvato dalla Fda per il trattamento dell’infertilità, viene utilizzato da alcune pazienti durante i cicli di fecondazione assistita.
- Kisspeptina: oggetto di studi per l’impiego nei protocolli Ivf al fine di preparare le pazienti al prelievo degli ovociti e ripristinare il ciclo mestruale in caso di amenorrea.
- SS-31: formulazione approvata dalla Fda per la sindrome di Barth (una patologia mitocondriale che colpisce in prevalenza gli uomini), la cui efficacia per la fertilità è stata finora indagata prevalentemente sugli animali.
- BPC-157 e GHKCu: sostanze al vaglio dei comitati consultivi della Fda, con la BPC-157 esaminata nell’estate recente e la GHKCu in programma di revisione per l’inizio dell’anno prossimo.
Il dibattito medico: la mancanza di prove cliniche
Sul piano scientifico, la comunità medica invita alla massima cautela. La dottoressa Lucky Sekhon, endocrinologa della riproduzione presso la clinica Rma di New York e autrice del libro The Lucky Egg, ha evidenziato la mancanza di studi clinici di alta qualità sull’essere umano capaci di confermare la sicurezza o l’efficacia dei peptidi per la fertilità. La dottoressa ha osservato tuttavia che molte persone non vogliono attendere i tempi della ricerca scientifica, desiderando fare tutto il possibile nell’immediato per aumentare le proprie probabilità di concepimento.
Anche le istituzioni sanitarie raccomandano prudenza. Emily Hilliard, portavoce del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti (Hhs), ha dichiarato “i consumatori dovrebbero diffidare delle affermazioni secondo cui i peptidi o altri prodotti possono migliorare la fertilità o fornire altri benefici per la salute, quando tali affermazioni non sono supportate da adeguate prove scientifiche”.
A sintetizzare il fenomeno è il dottor Brian Levine, endocrinologo della riproduzione, secondo cui le donne in età più avanzata cercano spesso in queste iniezioni una sorta di “fonte della giovinezza in forma iniettabile“, a dimostrazione di come i concetti di longevità e fertilità siano oggi strettamente e inestricabilmente legati.


