Patologie ginecologiche e rischio cardiovascolare: cosa c’è da sapere
- 26/02/2025
- Fertilità
L’endometriosi, la sindrome dell’ovaio policistico e le mestruazioni abbondanti o irregolari sono disturbi ginecologici che affliggono milioni di donne in tutto il mondo, spesso con conseguenze significative sulla qualità della vita. Queste condizioni non solo generano dolore cronico, alterazioni metaboliche e disagi psicologici, ma secondo un’analisi pubblicata sulla rivista ‘Heart’ potrebbero essere collegate a un maggiore rischio di malattie cardiovascolari e cerebrovascolari. Lo studio ha esaminato i dati di oltre 3 milioni di donne, evidenziando un incremento del 28% del rischio di sviluppare patologie cardiache o legate alla circolazione cerebrale in coloro che soffrivano di almeno uno di questi disturbi rispetto alle donne senza tali problematiche. Nello specifico, il pericolo di cardiopatia ischemica era più alto del 41%, mentre il rischio di malattie cerebrovascolari risultava maggiore del 33%. Sebbene la relazione causa-effetto non sia ancora stata stabilita con certezza, gli autori dello studio sottolineano l’importanza di aumentare la consapevolezza su questo possibile legame, sia tra la popolazione generale che tra i professionisti della salute. I ginecologi e i cardiologi dovrebbero dunque collaborare per individuare precocemente i segnali di rischio e suggerire interventi mirati alla prevenzione cardiovascolare nelle donne affette da questi disturbi.
Infiammazione, ormoni e metabolismo i possibili colpevoli
Ma quali potrebbero essere i meccanismi che collegano disturbi ginecologici e malattie cardiovascolari? I ricercatori ipotizzano che il filo conduttore possa essere rappresentato dall’infiammazione sistemica e dalla produzione di estrogeni. L’endometriosi, ad esempio, è caratterizzata da uno stato infiammatorio cronico, che potrebbe contribuire all’indurimento delle arterie e alla formazione di placche aterosclerotiche. La sindrome dell’ovaio policistico, invece, è spesso associata a insulino-resistenza e sindrome metabolica, due condizioni che aumentano significativamente il rischio di ipertensione e diabete, fattori chiave nello sviluppo di malattie cardiovascolari. Anche le mestruazioni abbondanti o irregolari potrebbero essere un campanello d’allarme: cicli mestruali molto lunghi o irregolari possono riflettere squilibri ormonali che incidono negativamente sulla salute cardiaca. Inoltre, il forte impatto psicologico di queste condizioni, con livelli elevati di stress e ansia, può ulteriormente aumentare il rischio di ipertensione e problemi cardiocircolatori. Tuttavia, nonostante queste ipotesi plausibili, gli autori dello studio mettono in guardia dai limiti delle ricerche analizzate: molti studi inclusi nella revisione presentano metodologie eterogenee e un alto rischio di bias, rendendo necessarie ulteriori indagini per comprendere appieno il legame tra ginecologia e cardiologia.
Un approccio integrato per la prevenzione
Di fronte a queste evidenze, appare sempre più chiaro quanto sia fondamentale un approccio multidisciplinare nella gestione delle patologie ginecologiche e nella prevenzione cardiovascolare. Gli esperti raccomandano controlli ginecologici regolari, soprattutto per le donne con cicli irregolari o con diagnosi di endometriosi o sindrome dell’ovaio policistico, così da individuare eventuali fattori di rischio cardiovascolare. Anche l’adozione di uno stile di vita sano può giocare un ruolo determinante: un’alimentazione equilibrata, ricca di antiossidanti e povera di zuccheri raffinati, l’attività fisica regolare e il controllo dello stress sono strumenti efficaci per mantenere in salute sia il sistema riproduttivo che quello cardiovascolare. Infine, il dialogo tra ginecologi, cardiologi ed endocrinologi potrebbe contribuire a una gestione più efficace e personalizzata delle pazienti, garantendo una maggiore consapevolezza sui rischi e una migliore qualità della vita nel lungo termine.