La Francia punta al “riarmo demografico” e lancia il nuovo congedo di nascita supplementare
- 2 Luglio 2026
- Famiglia
La Francia sta affrontando una svolta demografica epocale. Per la prima volta dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, il Paese ha registrato nel 2023 un saldo naturale negativo, con il numero dei decessi superiore a quello delle nascite. In risposta a questo scenario, il presidente Emmanuel Macron ha annunciato un piano per il “riarmo demografico” volto a combattere l’infertilità e il calo della natalità. Il pilastro di questa strategia è il nuovo congedo di nascita supplementare (congé supplémentaire de naissance), operativo dal 1° luglio 2026.
Come funziona il congedo parentale francese
Questa nuova misura non sostituisce, ma si aggiunge ai congedi di maternità (circa 4 mesi per il primo figlio) e paternità (28 giorni) già esistenti. Si tratta di un diritto individuale e non trasferibile: ogni genitore ha il proprio diritto e non può cederlo al partner.
Ecco i punti chiave della normativa francese:
- Durata e flessibilità: ciascun genitore può astenersi dal lavoro per uno o due mesi. Il congedo può essere preso contemporaneamente o in modo alternato e può essere suddiviso in due periodi di un mese ciascuno.
- Termini temporali: il congedo deve essere utilizzato entro 9 mesi dalla nascita o dall’arrivo del bambino in famiglia e può iniziare solo dopo la scadenza dei congedi obbligatori di maternità o paternità.
- Retribuzione e tetti massimi: durante il primo mese, il genitore riceve il 70% dello stipendio netto (calcolato sulla media degli ultimi tre mesi), mentre per il secondo mese la quota scende al 60%. Esiste tuttavia un tetto massimo legato al massimale della previdenza sociale, che per il 2026 è fissato a 4.005 euro mensili.
- Beneficiari: la misura riguarda dipendenti del settore privato, funzionari pubblici (inclusi militari e personale medico), lavoratori autonomi, liberi professionisti e agricoltori. Anche i disoccupati possono accedervi: in questo caso, l’indennità di disoccupazione viene sospesa per la durata del congedo e ripristinata successivamente.
- Obblighi del lavoratore: per usufruire del diritto, è necessario informare il datore di lavoro con almeno un mese di preavviso, che si riduce a 15 giorni se il congedo segue immediatamente quello di paternità o adozione.
Nonostante l’ampiezza della riforma, alcuni gruppi femministi hanno espresso critiche, temendo che la misura non favorisca la parità di genere: il rischio ipotizzato è che sia il partner con lo stipendio più basso, statisticamente spesso la donna, a farsi carico della maggior parte del congedo.
Spagna, congedo parentale retribuito esteso a 19 settimane (anche per i papà)
E in Italia?
Mentre la Francia punta sull’intensità del sostegno nei primissimi mesi, l’Italia ha scelto una strada diversa con la Legge di Bilancio 2026, focalizzandosi sull’estensione delle tutele per un periodo molto più lungo della vita del bambino. Dal 2026, il limite di età per usufruire del congedo parentale ordinario in Italia sale da 12 a 14 anni. Il sistema indennitario italiano rimane strutturato per incentivare l’uso precoce del congedo: l’indennità è elevata all’80% della retribuzione per un massimo di 3 mesi totali se utilizzati entro i primi 6 anni di vita del bambino. Superata questa soglia, o per i mesi successivi (fino a un massimo di 9 mesi indennizzati tra i due genitori), l’indennità scende al 30%, rimanendo però fruibile fino ai 14 anni.
Un’altra novità rilevante riguarda la malattia dei figli: per la fascia d’età tra i 3 e i 14 anni, i giorni di assenza dal lavoro spettanti a ciascun genitore raddoppiano, passando da 5 a 10 giorni l’anno. Resta invece confermato il congedo di paternità obbligatorio di 10 giorni lavorativi retribuiti al 100%, da fruire entro i primi 5 mesi dalla nascita.

