Il bonus animali domestici 2025 entra in vigore: chi ne ha diritto e come richiederlo
- 02/04/2025
- Popolazione
Via libera al bonus animali domestici 2025 dopo oltre un anno di attesa. Il contributo, previsto dalla Legge di bilancio 2024, ha richiesto un lungo confronto tra Governo e Regioni prima dell’approvazione definitiva da parte della Conferenza Stato-Regioni. Tuttavia, l’accesso al bonus sarà limitato a una platea ristretta di beneficiari, in base a requisiti di età e reddito.
Bonus animali domestici, requisiti
Il budget stanziato per questa misura ammonta a 750 mila euro, distribuiti nell’arco di tre anni (2024-2026), con una disponibilità di 250 mila euro annui. Una cifra piuttosto contenuta se si considera che, secondo la Ragioneria dello Stato, nel 2023 le famiglie italiane hanno speso 1,13 miliardi di euro per le cure veterinarie, registrando un aumento di 114 milioni rispetto all’anno precedente.
Chi può accedere al bonus?
Il contributo è riservato a persone con più di 65 anni e un reddito Isee inferiore a 16.215 euro. L’obiettivo è sostenere le fasce più vulnerabili della popolazione, per le quali le spese veterinarie possono rappresentare un onere significativo. La misura nasce dalla consapevolezza che per molti anziani gli animali domestici rappresentano una compagnia essenziale, contribuendo al benessere psicofisico e alla qualità della vita. E in Italia ha almeno 65 anni una persona su quattro. Di questi, molti vivono soli come dimostrano i dati sulle famiglie single in Italia.
Le spese veterinarie possono incidere pesantemente sui bilanci familiari, specie per chi percepisce pensioni minime o assegni sociali.
Quali spese copre il bonus animali domestici 2025
Il bonus sarà destinato esclusivamente alla copertura parziale delle spese per:
- visite veterinarie;
- trattamenti medici;
- acquisto di farmaci per animali domestici.
Non saranno incluse spese accessorie come cibo, accessori o prodotti non sanitari. Per beneficiare del rimborso, sarà necessario conservare e presentare la documentazione fiscale che attesti le spese sostenute. La detrazione è pari al 19% su un importo massimo di spesa di 550 euro, salva la franchigia (spesa minima annuale) di 129,11 euro.
Il bonus è valido solo per animali d’affezione regolarmente registrati all’Anagrafe degli animali domestici e dotati di microchip. Questo requisito, obbligatorio per i cani in tutta Italia e per i gatti almeno in Lombardia, mira a incentivare la registrazione e la tracciabilità degli animali.
Secondo i dati del Ministero della Salute, in Italia si contano circa 14 milioni di cani e 10 milioni di gatti. Tuttavia, non tutti sono registrati, e la mancata identificazione di molti animali domestici rende difficile monitorare il numero effettivo dei potenziali beneficiari di questa misura.
Come richiederlo: le procedure regionali
Le modalità di richiesta e i dettagli operativi saranno definiti da ciascuna Regione. In generale, si prevede che le domande possano essere presentate attraverso:
- piattaforme digitali regionali;
- sportelli dei servizi sociali locali;
- uffici veterinari competenti.
Per accedere al contributo, i pagamenti dovranno essere effettuati con strumenti tracciabili, in modo da garantire la trasparenza dell’operazione.
Le Regioni avranno anche il compito di stabilire eventuali criteri aggiuntivi, come il numero massimo di richieste accettabili per nucleo familiare o la distribuzione del fondo in base al numero di richieste ricevute.
Si attendono i decreti attuativi che definiranno con precisione le tempistiche e i dettagli per l’erogazione del contributo.
Cani e gatti sepolti insieme al padrone
Il bonus si sblocca dopo oltre un anno di confronto e a pochissimi giorni da una assoluta novità nel panorama italiano. Ieri, 1°aprile, il Comune di Pescara ha dato il prima via libera alla proposta di poter seppellire cani e gatti nella stessa tomba dei padroni. “Un provvedimento di grande civiltà, sensibilità, che risponde ad una richiesta sempre più sentita da parte dei cittadini”, hanno spiegato il coordinatore regionale della Lega e capogruppo del partito in Regione, Vincenzo D’Incecco, primo firmatario della legge regionale, e Maria Luigia Montopolino, capogruppo Lega al Comune di Pescara, fra i fautori del progetto di legge regionale.
“Gli animali domestici – sottolinea D’Incecco – sono parte integrante di moltissime famiglie non solo per compagnia, ma come supporto emotivo o funzionale. Svolgono un ruolo fondamentale nella quotidianità. Per questo la sepoltura congiunta, ovviamente in una teca separata, nei cimiteri comunali, è un servizio che la Regione doveva assicurare. Spero che anche altri Comuni recepiscano la norma, adeguando i loro regolamenti cimiteriali, così come ha fatto quello di Pescara. Gli animali domestici – sottolinea Montopolino – sono membri a tutti gli effetti della famiglia, compagni di vita insostituibili. Consentire la loro sepoltura accanto ai padroni è un segno di rispetto nei confronti di questo legame unico. Attraverso il provvedimento approvato oggi si concretizza, fra l’altro, un impegno preso con le associazioni del mondo animale e con tutti coloro che hanno a cuore i nostri amici a quattro zampe. La città di Pescara ancora una volta si dimostra attenta e sensibile”.