Assegno unico luglio 2025: date pagamento, importi e impatto demografico
- 14 Luglio 2025
- Popolazione Welfare
L’assegno unico universale di luglio 2025 registra una lieve contrazione nonostante la rivalutazione dello 0,8% introdotta a inizio anno. Ciò significa che nella prima metà del 2025, l’Auu è stato richiesto meno volte rispetto al passato, a dimostrazione di come la crisi demografica sta ridisegnando il welfare italiano.
Quando arriva l’assegno unico di luglio 2025
L’assegno unico universale relativo al mese di luglio verrà accreditato tra domani, 15 luglio, e il 18 luglio per i beneficiari già attivi, purché non abbiano comunicato variazioni nella propria situazione familiare. Per chi ha inoltrato la domanda o aggiornato la propria situazione nel corso del mese, il primo pagamento o l’importo ricalcolato sarà erogato nell’ultima settimana di luglio.
Lo stato dell’accredito può essere consultato direttamente sul portale Inps, accedendo con le proprie credenziali digitali.
Importi assegno unico luglio 2025
Da febbraio sono scattati gli aumenti previsti quest’anno in base agli indici Istat, con le famiglie che potranno ricevere un importo minimo di 58,60 euro (contro i 57,20 euro precedenti) e massimo di 201 euro.
Gli incrementi più significativi riguardano:
- Aumento del 50% per le famiglie con almeno 3 figli e un Isee massimo di 45.939,56 euro;
- Maggiorazione per i figli con età da 1 a 3 anni;
- Maggiorazione di 150 euro al mese per le (pochissime) famiglie numerose con almeno 4 figli.
Per le famiglie con Isee fino a 17.227,33 euro, l’importo massimo è di 201 euro per ciascun figlio minore. Questo rappresenta la quota base più elevata, destinata ai nuclei familiari in condizioni di maggiore fragilità economica.
Con le maggiorazioni del 2025, l’importo raggiunge:
- 224 euro per figlio per la classe di Isee minima, comprensivo delle maggiorazioni applicabili
- Fino a 227 euro mensili nelle situazioni che beneficiano di tutte le maggiorazioni disponibili
Per le famiglie con Isee pari o superiore a 45.939,56 euro o in assenza di dichiarazione Isee, l’importo scende al minimo di 57,50 euro per ciascun figlio minore. Questo valore rappresenta la quota universale garantita a tutte le famiglie, indipendentemente dalla condizione economica.
Tra le due soglie estreme (17.227,33 euro e 45.939,56 euro), l’importo viene calcolato in modo progressivo e decrescente. La normativa prevede una riduzione graduale dell’importo man mano che l’Isee aumenta.
L’importo medio per figlio ad aprile 2025, comprensivo delle maggiorazioni, si attesta su 167 euro, dato che riflette la distribuzione delle famiglie beneficiarie tra le diverse fasce Isee.
Requisiti e beneficiari dell’assegno unico
L’assegno unico spetta alle famiglie che hanno figli a carico, dal settimo mese di gravidanza della madre fino al compimento dei 21 anni del figlio. Non ci sono limiti di età per i figli portatori di disabilità. È possibile ricevere il sostegno anche per figli maggiorenni fino a 21 anni se:
- Non sono autonomi a livello di reddito (inferiore a 8.000 euro annui);
- Sono disoccupati o svolgono il servizio civile universale;
- Sono impegnati in un percorso scolastico o universitario
Prospettive future dell’Auu tra sfide demografiche e sostenibilità
La lieve riduzione dell’assegno unico non deriva da tagli o modifiche normative, ma riflette l’evoluzione naturale dei redditi familiari, dell’indicatore Isee e delle dinamiche demografiche. Tuttavia, questo scenario pone interrogativi sulla capacità delle politiche attuali di invertire il trend demografico negativo. Come sottolineato dall’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb), serviranno significativi flussi di immigrazione per rispondere al deficit di competenze, oltre a interventi mirati per favorire la copertura di figure professionali poco presenti.
Nonostante la rivalutazione dello 0,8%, l’importo medio mensile per richiedente è sceso da 274 a 271 euro, mentre quello per figlio è passato da 172 a 171 euro. Questa apparente contraddizione si spiega con diversi fattori strutturali:
- Innalzamento dei valori Isee: molte famiglie hanno visto salire il proprio Isee per piccoli aumenti di stipendio o variazioni patrimoniali, finendo in fasce che danno diritto a importi più bassi;
- Diminuzione della natalità: il dato scende da 1,59 a 1,58 figli per richiedente, riflettendo il calo delle nascite e l’uscita dei figli maggiorenni dall’ambito di erogazione;
- Riduzione dei beneficiari: nei primi sei mesi del 2025, le famiglie che ricevono l’assegno unico sono scese sotto i 6 milioni al mese, con un calo dell’1,2%.