Fame a Gaza, Global Sumud Flotilla salpa per la Striscia con aiuti umanitari
- 29 Agosto 2025
- Mondo
Una vasta iniziativa umanitaria internazionale, la Global Sumud Flotilla, sta per salpare alla volta di Gaza con l’obiettivo di consegnare aiuti urgenti e stabilire un corridoio umanitario. Ciò avviene dopo che le Nazioni Unite hanno confermato per la prima volta, dall’inizio del conflitto, l’esistenza di una carestia nella Striscia.
La missione, promossa dalla società civile internazionale, vedrà la partecipazione di decine di imbarcazioni provenienti da oltre 40 Paesi.
Cos’è la Global Sumud Flotilla
La Global Sumud Flotilla è la più grande missione marittima civile organizzata per portare aiuti umanitari a gaza. Le partenze sono previste tra il 31 agosto e il 4 settembre. Si tratta prevalentemente di piccole imbarcazioni da diporto, spesso a vela, coordinate da una rete globale di movimenti e associazioni. A bordo trasporteranno tonnellate di aiuti umanitari, raccolti grazie a oltre 2 milioni di euro donati da circa 30.000 persone. L’iniziativa mira a rompere il blocco navale e l’assedio su Gaza, inviando un messaggio di dignità e resistenza nonviolenta. Il nome “Sumud” riflette il concetto arabo di perseveranza, resilienza e determinazione.
Tra i partecipanti vi sono attivisti, giornalisti, medici, personaggi pubblici e cittadini comuni, inclusa una rappresentanza italiana. Gli equipaggi riceveranno formazione e consulenza legale data la natura rischiosa della missione, con precedenti simili ostacolati dalle autorità israeliane.
La fame a Gaza
Questa mobilitazione giunge in un momento di estrema crisi umanitaria a Gaza. Un’analisi dell’Integrated Food Security Phase Classification, pubblicata il 22 agosto 2025, ha ufficialmente confermato la carestia per la prima volta nella Striscia di Gaza, con oltre mezzo milione di persone intrappolate in una situazione di fame diffusa, indigenza e morti prevenibili. Si prevede che le condizioni di carestia si estenderanno dalla provincia di Gaza a Deir Al Balah e Khan Younis nelle prossime settimane.
Secondo l’analisi, entro la fine di settembre, più di 640.000 persone affronteranno livelli catastrofici di insicurezza alimentare in tutta la Striscia di Gaza, mentre ulteriori 1,14 milioni di persone si troveranno in condizioni di emergenza e 396.000 in condizioni di crisi. La classificazione di carestia si attiva quando vengono superate tre soglie critiche: privazione alimentare estrema, malnutrizione acuta e decessi legati alla fame, e l’ultima analisi conferma che questi criteri sono stati raggiunti.
La situazione alimentare è drammatica: a luglio, il numero di famiglie che riportavano una fame molto grave è raddoppiato nel territorio rispetto a maggio, e più che triplicato a Gaza City. Oltre una persona su tre (39%) ha dichiarato di trascorrere giorni senza mangiare, e gli adulti saltano regolarmente i pasti per nutrire i propri figli.
La malnutrizione tra i bambini a Gaza sta accelerando a un ritmo catastrofico. A luglio, più di 12.000 bambini sono stati identificati come gravemente malnutriti, il dato mensile più alto mai registrato e un aumento di sei volte dall’inizio dell’anno. Quasi un quarto di questi bambini soffriva di malnutrizione acuta grave, la forma più letale. Dallo scorso maggio, il numero di bambini a grave rischio di morte per malnutrizione entro la fine di giugno 2026 è triplicato, passando da 14.100 a 43.400. Anche per le donne incinte e che allattano, i casi stimati di malnutrizione pericolosa sono triplicati a 55.000 entro metà 2026, con un quinto dei neonati che nascono prematuri o sottopeso. Questo rappresenta il più grave deterioramento mai registrato da quando l’IPC ha iniziato ad analizzare l’insicurezza alimentare acuta e la malnutrizione nella Striscia di Gaza.
La Food and Agriculture Organization (Fao), l’Unicef, il World Food Programme (Wfp) e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Who) hanno costantemente e congiuntamente sottolineato l’estrema urgenza di una risposta umanitaria immediata e su vasta scala, data l’escalation di morti legate alla fame e il rapido peggioramento dei livelli di malnutrizione acuta. Hanno ribadito che la carestia deve essere fermata a tutti i costi.
Le cause di questa crisi includono quasi due anni di conflitto, ripetuti spostamenti, severe restrizioni all’accesso umanitario, interruzioni all’accesso a cibo, acqua, aiuti medici, supporto all’agricoltura, all’allevamento e alla pesca, e il collasso dei sistemi igienici e sanitari. Il 98% dei terreni coltivabili è danneggiato o inaccessibile, decimando la produzione alimentare locale. Il sistema sanitario di Gaza è gravemente deteriorato, l’accesso all’acqua potabile e ai servizi è drasticamente ridotto, e le infezioni multi-farmaco resistenti sono in aumento, con alti livelli di morbilità tra i bambini.
Le agenzie delle Nazioni Unite hanno sottolineato l’importanza di un cessate il fuoco immediato e duraturo per fermare le uccisioni, consentire il rilascio sicuro degli ostaggi e permettere un afflusso massiccio e senza ostacoli di assistenza a tutte le persone a Gaza.