Sposati indebitati, ma in caso di divorzio chi rischia di più?
- 20 Febbraio 2026
- Famiglia
Il sovraindebitamento in Italia non è solo una questione di numeri, ma un fenomeno che riflette profondamente i cambiamenti nella struttura familiare e nelle fasi della vita dei cittadini. A rilevarlo è l’ultima analisi dell’Osservatorio Finsight di Bravo, fintech specializzata nella ristrutturazione del debito, le difficoltà economiche non colpiscono tutti allo stesso modo: lo stato civile gioca un ruolo determinante nella capacità di gestire il patrimonio personale e sono le persone sposate ad essere le più colpite dal fenomeno.
L’identikit del debitore italiano
Lo studio ha preso in esame un campione vasto di quasi 20.000 persone, rivelando che il debito medio pro capite si attesta a quasi 30.000 euro. La prima evidenza riguarda il genere: gli uomini rappresentano la netta maggioranza dei soggetti indebitati, con una percentuale del 70,8%, a fronte del 29,2% delle donne. Tuttavia, è scavando tra le mura domestiche e lo stato civile dei partecipanti che emergono dinamiche diverse.
Sposati vs single
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la stabilità del matrimonio non mette al riparo dai debiti, anzi: oltre la metà dei casi di sovraindebitamento (il 51,7%) riguarda proprio le persone sposate. Questa prevalenza è legata alla natura stessa del nucleo familiare strutturato, che comporta impegni economici di medio-lungo periodo più onerosi (come l’acquisto della prima casa o di un’auto). Questi obblighi finanziari richiedono una gestione costante e diventano estremamente fragili di fronte a variazioni impreviste del reddito.
I celibi e le nubili rappresentano il 37,4% del campione analizzato, una quota rilevante ma sensibilmente inferiore rispetto ai coniugati. In questa categoria, l’assenza di carichi familiari si traduce spesso in un’esposizione finanziaria meno elevata e in una distribuzione più equilibrata tra i generi.
“Stress test” per divorziati e separati: la fragilità femminile
Il vero “stress test” per il portafoglio arriva però con la fine di un’unione: divorziati e separati costituiscono il 7,4% del totale. La rottura di un nucleo familiare, infatti, richiede riequilibri economici complessi e non sempre gestiti nel migliore dei modi.
Un dato allarmante, però, riguarda l’incidenza femminile nei momenti di fragilità familiare. Mentre tra i coniugati, i debiti prevalgono tra gli uomini, tra chi ha affrontato un divorzio o una separazione sono le donne a mostrare percentuali di indebitamento superiori: il 6,2% delle donne analizzate è divorziata (contro il 3,5% degli uomini) e il 4,1% è separata (contro il 2,7% degli uomini). Il divario diventa ancora più marcato tra i vedovi: le donne colpite da debito in questa categoria sono il 4,4% del totale femminile, una cifra quattro volte superiore all’1,1% registrato tra gli uomini.
“Il sovraindebitamento tende a emergere in corrispondenza di passaggi rilevanti nella vita personale”, ha spiegato Federico Poo Esteban di Bravo, sottolineando come transizioni come il divorzio o il lutto ridefiniscano pesantemente gli equilibri individuali. Comprendere queste dinamiche è essenziale per sviluppare soluzioni di welfare e gestione del debito che siano realmente calibrate sulle capacità economiche delle persone.

