Bolzano, 400 euro al mese in più per gli insegnanti: “Investiamo sul futuro della nostra terra”
- 25 Marzo 2026
- Welfare
Bolzano deve fare i conti con una grave carenza di insegnanti, i quali, a loro volta, devono fare i conti con un “lavoro sempre più complesso” in un contesto trilingue (italiano/tedesco/ladin) dove l’integrazione è meno lineare che altrove e l’inflazione si fa sentire. Per questo, gli insegnanti della provincia autonoma di Bolzano, che sono già i più pagati d’Italia, avranno un aumento di circa 400 euro al mese.
“Abbiamo deciso di farlo perché chi ha scelto questo mestiere con dedizione merita di farlo con una prospettiva più positiva. È la cosa giusta da fare, un investimento nel futuro della nostra terra”, ha dichiarato il presidente della Provincia di Bolzano Arno Kompatscher.
Stipendio docenti Bolzano: “Nel resto d’Italia se lo sognano”
“Con questi aumenti mi aspetto che arrivino insegnanti anche dal resto d’Italia. Abbiamo messo sul tavolo un tesoretto di 110 milioni proprio per rendere più attrattivo questo lavoro. Offriamo stipendi che nel resto d’Italia si sognano e comunque sono competitivi anche con altri Paesi vicini visto che sul piatto della bilancia bisogna mettere anche gli orari di lavoro”, ha dichiarato l’assessore provinciale alla scuola tedesca Philipp Achammer sull’accordo che dovrebbe trovare la firma entro fine mese.
Il 20 marzo Achammer insieme al vicepresidente della provincia Marco Galateo, all’assessora al personale Magdalena Amhof e all’assessore alla scuola ladina Daniel Alfreider ha presentato le linee guida per un aumento strutturale degli stipendi del corpo docente con valore retroattivo al gennaio 2026. L’aumento medio sul tavolo è di 400 euro al mese per 8.920 insegnanti statali e 4.239 insegnanti provinciali.
Gli aumenti contro l’inflazione
Da tempo la provincia di Bolzano prova ad attrarre nuovi insegnanti e a non perdere quelli in cattedra. Nel periodo 2022-2024, di fronte a un’inflazione locale che in tre anni ha superato il 17%, l’ente ha risposto con un bonus una tantum erogato in più tranche. I circa 10.000 insegnanti delle scuole statali altoatesine hanno ricevuto in totale tra i 3.000 e i 6.000 euro lordi, a seconda del livello funzionale e dell’anzianità; i supplenti e gli insegnanti part-time hanno percepito importi proporzionalmente ridotti.
Con il contratto siglato a settembre 2025, l’adeguamento all’inflazione 2022‑2024 è diventato strutturale, cioè è stato incorporato nelle voci fisse della busta paga. Concretamente, lo stipendio base è stato rialzato di un 12–16% e le indennità legate all’anzianità sono aumentate di 323–1.002 euro annui, a seconda della fascia di anzianità e dell’inquadramento del docente. Per finanziare questa misura la provincia ha stanziato 192 milioni di euro sul triennio 2025–2027.
L’assessore Kompatscher ha precisato che, nonostante gli sforzi, i docenti della provincia di Bolzano non hanno goduto di un aumento reale: “Siamo ancora sotto il livello inflattivo ma dal 2026 puntiamo a un incremento effettivo del potere d’acquisto”.
L’aumento strutturale 2026-2028
Per questo, è iniziato un confronto concreto tra provincia e i sindacati finalizzato a riconoscere un aumento di stipendio non solo strutturale per il triennio 2026-2028), ma anche più forte dell’inflazione. Le linee guida approvate dalla Giunta il 20 marzo 2026 prevedono un aumento medio di 400 euro lordi mensili per 13 mensilità, con l’obiettivo di rendere l’insegnamento in Alto Adige economicamente competitivo con il mercato del lavoro locale e ridurre il cronico deficit di docenti che ogni anno lascia centinaia di cattedre scoperte nella provincia altoatesina. Più nel dettaglio, per gli insegnanti delle scuole statali è previsto un aumento salariale reale commisurato all’anzianità di servizio purché “il divario tra i neoassunti e il personale con maggiore anzianità non diventi troppo ampio”, come precisato dall’assessora al personale Magdalena Amhof.
Rendere la professione più appetibile per i giovani
Dei 110 milioni di euro all’anno previsti nel triennio 2026–2028, gli aumenti previsti incuberanno circa 92 milioni di euro. Altri 8 saranno investiti per avvicinare la retribuzione dei docenti statali a quelle dei docenti provinciali (che mediamente guadagnano un po’ di più) e altri 10 milioni verranno utilizzati per il riconoscimento di prestazioni aggiuntive. Per quanto riguarda l’equiparazione, l’adeguamento dovrebbe riguardare in via prioritaria gli insegnanti con meno anzianità perché solo nella fase iniziale della vita lavorativa lo stipendio lordo annuo degli insegnanti delle scuole statali è più basso. “Una rivalutazione di questo tipo renderebbe la professione più appetibile per i giovani”, ha spiegato l’assessora Amhof.
Tra proteste dei docenti e futuro
Il vicepresidente della provincia Marco Galateo ci ha tenuto a precisare che l’aumento non è una risposta della politica alle proteste dei docenti, bensì “l’attuazione di quanto previsto nell’accordo di coalizione. Detto ciò, ci aspettiamo che adesso vengano ascoltati i tanti docenti che sono pronti a riprendere le attività extrascolastiche (in gran parte sospese durante l’ultimo anno scolastico) e non vengano bloccati dai pochi colleghi che vorrebbero protestare ad oltranza”.
Il presidente ha concluso sottolineando la portata politica e simbolica della decisione: “Si tratta di un riconoscimento doveroso per chi ogni giorno lavora al servizio della comunità. Vogliamo che sia chiaro: questo è un investimento nel nostro futuro, non una semplice voce di bilancio”.
La carenza di insegnanti a Bolzano
Il sistema scolastico altoatesino è articolato in tre intendenze linguistiche — italiana, tedesca e ladina — ciascuna con regole di accesso e organici distinti:
- le scuole italiane dipendono dallo Stato (con i concorsi coordinati dal Miur e dall’Ufficio scolastico provinciale);
- le scuole tedesche, ladine e le scuole professionali sono gestite direttamente dalla provincia autonoma, che organizza proprie graduatorie e procedure di selezione.
Nella scuola italiana a carattere statale, nell’agosto 2025 risultavano 690 cattedre vacanti per supplenze, di cui 399 solo nel capoluogo. Su 302 posti disponibili per immissioni in ruolo, ne sono stati coperti 140: poco meno della metà. Il punto più critico riguarda l’insegnamento del tedesco come seconda lingua: su 55 posti disponibili alle elementari solo 4 sono stati assegnati a docenti di ruolo, su 21 posti alle medie nessuno. A fine agosto, dopo tutte le procedure, restava scoperta circa una cattedra su dieci.
La carenza di insegnanti nella scuola tedesca provinciale è ancora più acuta: all’inizio dell’anno scolastico 2025/26, circa il 60% delle cattedre risultava privo di un docente di ruolo. Per le supplenze a tempo determinato si è attinto a una graduatoria di circa 1.136 docenti iscritti, con assegnazioni per scelta diretta e, in seconda battuta, per nomina delle singole scuole laddove le graduatorie erano ormai esaurite.
Alla scuola ladina, che ha dimensioni più ridotte, nel 2025 sono stati assegnati 11 nuovi posti in organico su 200 complessivi distribuiti tra le tre intendenze (120 italiana, 69 tedesca, 11 ladina).
Il problema di fondo, comune a tutte e tre le intendenze, è la scarsità di candidati dovuta soprattutto alla richiesta di competenze linguistiche richieste in almeno due delle tre lingue del territorio, percorsi abilitanti spesso disponibili solo presso l’Università di Bolzano (Unibz), e stipendi che, nonostante il record nazionale, vengono depauperati dalla inflazione locale, più alta di quella nazionale. Tra le varie voci di spesa, vivere a Bolzano costa il 14–20% in più della media italiana e gli stipendi medi più alti compensano solo parzialmente questo gap.

